P.E.I. Progetto Educativo Istituto

P.E.I. Progetto Educativo delI’Istituto e carta dei servizi
IL NOSTRO PROGETTO EDUCATIVO

ISTITUTO SACRO CUORE
SIRACUSA
Viale Teocrito, 40 tel. 0931-68752 fax 0931454177

Prima di tutto il giovane
Il nostro progetto educativo guarda al giovane nella sua interezza. L’attivita’  didattica naturalmente ha l’attenzione maggiore, ma altrettanto importante sono considerati i momenti di gioco e di svago; viene favorito il protagonismo giovanile attraverso il teatro, la musica, lo sport, l’educazione artistica sotto le sue forme piu’¹ diverse, l’animazione. Siamo convinti che gli adulti debbano amare le cose che amano i giovani per questo anche ai nostri insegnanti viene richiesto di avere a cuore le esigenze e i bisogni degli adolescenti. A giusto titolo possiamo dire di avere a disposizione degli insegnanti che sono anche educatori, attenti alla crescita morale e intellettuale del ragazzo. All’allievo viene offerta la possibilita’  dello studio e nello stesso tempo di imparare ad essere onesto protagonista della sua vita. Per questo la nostra scuola educa al senso cristiano dell’esistenza e gli offre la religione per una gioia piu’¹ piena valorizzando gli interessi umani, culturali, armonicamente composti nella persona del giovane, secondo il pensiero della nostra madre fondatrice Beata Maria Schinina’ .
L’allievo, quindi, e’¨ protagonista principale della propria formazione e, come membro della comunita’  educativa, partecipa attivamente al funzionamento delle strutture scolastiche, impegnandosi in prima persona per il bene comune nell’esercizio dei propri diritti e doveri.
Gli insegnanti aiutano l’alunno a formare la propria personalita’  e integrano con la loro opera l’azione educativa dei genitori. Essi collaborano attivamente alla formulazione, realizzazione e valorizzazione del P.E.I. A conclusione di questo ampio panorama morale, pedagogico e culturale l’allievo viene educato all’uso della tecnologia che e’¨ alla base dei nuovi mezzi di comunicazione sociale e introduce alle nuove dimensioni della scienza e della cultura.
Accompagnano il curricolo scolastico numerosi momenti integrativi e complementari, molti gia’  sperimentati altri di nuova programmazione. Per attuare quanto il P.E.I. richiede promuoviamo l’apporto di tutti, secondo le capacita’  e le competenze di ciascuno. Infatti la partecipazione attiva, coordinata corresponsabile e l’integrazione con tutti coloro che collaborano con la scuola (docenti, alunni, genitori, componenti della comunita’  religiosa) definisce la comunita’  educativa. I criteri che determinano gli ambiti e i livelli di partecipazione sono fondati sulla coerenza con il progetto educativo dalI’Istituto.

Ottimismo e fede nell’educazione
Siamo convinti che non esiste un giovane che non abbia in se’ un punto accessibile al bene (cioe’¨ qualcosa di positivo) facendo leva sul quale si ottiene molto di piu’¹ di quanto si desidera. Per questo i nostri insegnanti-educatori guardano al giovane con simpatia e amore, creando cosi’ tra educatore ed educando un canale comunicativo che permette col tempo la trasmissione di quei valori di cui l’insegnante e l’istituto sono portatori. L’ottimismo in cui crediamo e’¨ un ottimismo realista che tiene conto del positivo presente in ogni giovane, che lavora educativamente perche’ si crei una personalita’  armonica capace di coniugare in se stessa i valori della vita e quelli della fede.
Bisogna dare fiducia alle forze di bene presenti nella persona e l’educazione ha il compito di far crescere e maturare.
Insomma il pensiero di un autore della letteratura italiana si potra’  sempre apprendere, basta andare in biblioteca e imparare, ma la possibilita’  di coltivare l’animo e il cuore si deve avere durante l’adolescenza crescendo serenamente in un ambiente sano e protetto. Non dimentichiamo che piccole e grandi frustrazioni presenti in eta’  adulta dipendono dalla vita trascorsa in eta’  adolescenziale. Ecco perche’ i nostri insegnanti-educatori sono individui consacrati al bene dei propri allievi, pronti ad affrontare ogni disturbo, ogni fatica per conseguire il loro fine che e’ la civile, morale, scientifica educazione dei loro allievi. Non si educa imprigionando la liberta’ , ma aiutando il giovane ad usarla bene, e per questo occorre:
1. competenza educativa
2. amore
3. sguardo positivo su se stessi e sugli altri
4. passione per i giovani.
Tutte qualita’  richieste ai nostri insegnanti.

Amore e prevenzione nell’atto educativo
Si educa solo nella misura in cui si ama come  dicono oggi molti pedagogisti, cioe’ come si impara ad amare. Educare significa anche volere il bene del giovane e il primo passo e’ quello di farselo amico, cioe’ guadagnare il suo cuore, infatti chi sa di essere amato ama e chi e’ amato ottiene tutto, specialmente dai giovani. Non basta amare i giovani bisogna che loro si accorgano di essere amati, ripeteva San Giovanni Bosco, e i nostri educatori sono consacrati al bene dei propri alunni, quindi capaci di dare loro tutto. E’ un amore che sa di consacrazione.
Oggi si ripete spesso “meglio prevenire che curare” sottolineando cosi’ l’aspetto negativo, certamente presente nella prevenzione.
In termini educativi significa:
1. evitare al giovane quelle esperienze negative che potrebbero compromettere seriamente la sua crescita
2. offrire gli strumenti per affrontare in forma autonoma la vita con tutte le sue difficolta’  e contraddizioni
3. creare un ambiente in cui i valori che si intendono trasmettere sono vissuti e comunicati con l’esempio.
C’e’ pero’² un secondo senso legato alla parola prevenzione: non occorre soltanto prevenire il male (evitando cosi’ effetti devastanti all’educando), ma anche il bene, facendolo emergere attraverso un percorso a tre livelli:
1. riconoscere in se stessi e nel giovane un’energia sufficiente capace di condurlo all’autonomia (ottimismo)
2. risvegliare la voglia di camminare, di costruirsi, dandone per primi l’esempio
3. aiutare il giovane a prendere coscienza delle sue qualita’  positive e offrire al tempo stesso delle concrete possibilita’  per cui queste possano esplodere in tutta la loro potenzialita’.

Conclusione
L’attualita’  di questo stile pedagogico condiviso da Beata Maria Schinina’  e’¨ sotto gli occhi di tutti e sembra essere sempre piu’¹ urgente. L’educazione e’ ¨ opera faticosa, dai tempi lunghi, con successi e fallimenti alterni. Non ha ricette gia’  pronte, perche’ deve fare i conti con l’irripetibilita’  di ogni persona.
Il nostro pensiero si fonda sulla convinzione che il bene presente in ogni persona e’  un valore tale per cui vale la pena sacrificarsi.
A questo patrimonio si ispira il PROGETTO EDUCATIVO della nostra scuola, nell’intento di dar vita a un ambiente in cui:
1. circolino valori condivisi e rispettati per creare una comunita’  che sia famiglia
2. ci sia uno sforzo pedagogico per far interiorizzare questi valori
3. si creda al dialogo, al confronto, al maturare progressivo del senso critico
4. non si abbia paura di richiesta di maggior partecipazione nella corresponsabilita’

Una scuola che:
1. aiuti il giovane a trovare una strutturazione armonica della sua personalita’ , rendendolo cosciente delle sue capacita’
2. offra la possibilita’  di elaborare un progetto personale nel quale prendono forma i valori acquisiti e in base ai quali si sanno fare scelte di vita
3. sia attenta al mondo del lavoro
4. punti alla formazione globale della persona
Tutto questo nella consapevolezza che non c’e’ scuola senza maestri, cioe’  non c’e’ servizio educativo senza testimonianza e presenza di modelli.

IL VOLTO DELLA NOSTRA SCUOLA
Un’ identita’  cattolica
La scuola Sacro Cuore come servizio dall’interesse pubblico si propone alla societa’  come una comunita’ , nella quale sono tutti accettati, possono dialogare, ascoltare ed essere ascoltati in spirito di collaborazione e di responsabilita’. Come le altre scuola non statali, essa richiede con fermezza il riconoscimento pieno dei propri diritti, su un piano di uguaglianza con tutte le altre scuole.
Il nostro Istituto opera nel territorio di Siracusa dal 1925 come scuola materna ed elementare; dal 1954 come scuola media; dal 1959 come Istituto Magistrale; dal 1993, per essere al passo con i tempi, ha attuato il progetto Brocca, nella sperimentazione del Liceo Classico e Socio-Psico-Pedagogico; dall’anno scolastico 2004/2005 e’ stato attivato anche il primo anno del Liceo Linguistico.
L’obiettivo finale che l’azione educativa persegue e’ la formazione di personalita’  forti e responsabili, capaci di scelte libere e giuste. Per raggiungere tale meta la scuola coltiva con pari cura l’educazione in tutte le sue dimensioni: fisica, culturale, morale e religiosa.

Analisi dei bisogni
L’Istituto Sacro Cuore e’ ubicato in una microarea dove si apprezzano attivita’  commerciali del terziario e, limitatamente a qualche zona, un’imprenditoria di tipo turistico per la presenza del Santuario della Madonna Delle Lacrime, del Museo Archeologico Paolo Orsi e del Museo del Papiro.
La nostra scuola si colloca a servizio di un contesto territoriale in cui i giovani ci appaiano spesso sviati e disillusi e che riduce o annulla l’influsso educativo di famiglia, scuola, chiesa che hanno invece primariamente a cuore il loro cammino di crescita.
La ricerca di nuovi rapporti e il desiderio di liberta’  li portano piuttosto a cercare luoghi alternativi di incontro e di aggregazione, linguaggi diversi e stili di vita spesso sconosciuti o incompresi dagli adulti.
Sentono il bisogno reale, anche se spesso confuso, di un significato per la propria vita e di valori per motivare le proprie scelte e azioni, ma per molti di questi giovani la fede religiosa e’ scarsamente rilevante o vissuta in modo frammentario. In particolare i giovani che scelgono la nostra scuola presentano esigenze molto diversificate.
Tutti vivono le problematiche tipiche dei giovani.
Coloro che frequentano il nostro istituto puntano sull’istruzione ma anche sulla formazione scientifico-culturale.
Essi cercano una scuola regolare e sicura, una buona formazione umana e culturale mirata al diploma e alla prosecuzione degli studi in ambito universitario.
I genitori, in genere, si rivolgono al nostro istituto per conoscenza di altri allievi ed exallievi che apprezzano la nostra proposta e progetto formativo. Le motivazioni che stanno alla base di questa loro scelta sono riconducibili ad una richiesta di solida formazione umana e cristiana, culturale e professionale.

CI PIACE DEFINIRLA CON QUALCHE AGGETTIVO
I NOSTRI AGGETTIVI SONO CIO’ CHE LA FANNO DIVERSA DALLE ALTRE

Una scuola cattolica
L’istituto paritario Sacro Cuore e’ innanzitutto una SCUOLA. Un giovane trascorre in essa gli anni piu¹ delicati e decisivi della sua vita. Incontrando coetanei, docenti, contenuti culturali, egli elabora un modo di pensare e inizia a rendersi progressivamente responsabile della sua vita.
Proponiamo una formazione integrale della persona attraverso l’incontro con il patrimonio culturale, umanistico e tecnico-scientifico, favorendo da un lato l’assimilazione dei contenuti piu’¹ specificatamente professionali, dall’altro un confronto critico e una rielaborazione personale dei valori perenni della cultura, inseriti nel contesto attuale.
La nostra scuola imposta tutta la sua attivita’  alla luce della concezione cristiana della realta’  di cui Cristo a’ il centro. In essa i principi evangelici diventano motivazioni interiori, ispirano la metodologia educativa e definiscono le mete finali.
Essa a’ pertanto soggetto ecclesiale e svolge le proprie attivita’  in collegamento con la chiesa locale.

C’e’ un ambiente familiare
Educatori, giovani e genitori condividono un’unica esperienza di vita in un clima di famiglia di fiducia e di dialogo. L’amorevolezza e la disponibilita’  favoriscono un ambiente familiare ricco di rispetto e di fiducia, adatto a un’equilibrata maturazione sociale e affettiva in modo che ciascuno si senta “a casa sua.

Una scuola libera,
Oggi e’ possibile rispettare il diritto fondamentale delle famiglie di poter esercitare una libera scelta: quella del modello educativo che preferiscono.

Paritaria,
La nostra scuola e’ paritaria per decreto ministeriale. E’ cioe’ abilitata a rilasciare titoli di studio validi nello stato italiano a tutti gli effetti, svolgendo il proprio servizio culturale secondo orari e programmi approvati dalle competenti autorita’  scolastiche.

Pubblica, non-statale
A motivo del servizio che svolge -servizio di pubblica utilita’ – E’ una scuola pubblica e non “privata”, come erroneamente si ripete. Nella nostra scuola la comunita’  educativa svolge un servizio qualificato a favore di tutti i giovani, senza distinzioni di sesso, di lingua, di religione, di cultura, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Popolare
Lo e’ per piu’¹ motivi:
1. E’ aperta a tutte le classi sociali
2. esclude ogni condizione discriminatoria e richiede soltanto disponibilita’ verso i valori che il progetto educativo propone
3. privilegia il criterio del servizio promozionale per tutti su quello della selezione dei migliori: tale criterio porta a differenziare gli interventi, a elaborare strategie didattiche adeguate, a preoccuparsi di seguire gli ultimi
4. offre livelli di formazione culturale adeguati all’inserimento nell’universita’

Ma purtroppo ancora penalizzata
La situazione della scuola non statale in Italia (ormai unica nell’Unione Europea) e’ ben nota: pur offrendo un servizio pubblico, essa non usufruisce di alcuna sovvenzione da parte dello Stato.
Questo penalizza l’esercizio di un effettivo pluralismo culturale e limita la liberta’  dei genitori di scegliere un indirizzo educativo per i propri figli. Essi, inoltre, vengono penalizzati con dei costi aggiuntivi per la spesa scolastica senza alcuna possibilita’  di detrazione fiscale. Anche il nostro istituto non usufruisce di alcun contributo da parte dello Stato, degli Enti locali e altri Enti. Auspichiamo che le autorita’  competenti rimuovano al piu’¹ presto gli ostacoli che limitano di fatto l’esercizio della liberta’  di educazione da parte delle famiglie, facendo in modo che possano scegliere le scuole e le istituzioni educative per i propri figli, secondo la loro coscienza, in piena liberta’ , senza ulteriori aggravi economici.
Il nostro istituto si sostiene con il contributo delle famiglie, la collaborazione di exallievi e il lavoro gratuito delle suore del nostro istituto. Per tali motivi la nostra scuola come altre non statali, e’ costretta a richiedere, suo malgrado, il pagamento di una retta che cerca di contenere il piu’¹ possibile. Inoltre ogni anno, i giovani meritevoli per profitto e per condotta, in particolari situazioni di necessita’ , possono usufruire di agevolazioni. E’ doveroso far presente che da qualche anno la Regione Sicilia rimborsa direttamente alle famiglie un quarto (o anche la meta’ ) delle spese sostenute per la frequenza della scuola dei figli (il buono-scuola).

LA NOSTRA PROPOSTA EDUCATIVA
La proposta educativa che presentiamo e’ anche la concretizzazione del pensiero della nostra fondatrice, Beata Maria Schinina’.
A questo cammino di formazione integrale della persona sono orientate tutte le attivita’  della nostra Comunita’  educativa: culturali, professionali, religiose, ricreative.
Ai giovani proponiamo un percorso di vita e non mascheramenti.
Il nostro istituto offre al giovane, insieme ad una valida qualificazione, un’educazione umana integrale, con possibilita’  di impostare la vita sulla scelta cristiana matura e di collaborare alla realizzazione di una societa’  piu’¹ giusta ed umana.
La proposta educativa della nostra scuola si manifesta in tutte le sue azioni. Noi concepiamo e organizziamo la scuola come luogo di UMANIZZAZIONE cioè di sviluppo globale e integrale della persona, perche’ viva pienamente la sua vocazione ed espanda le sue capacita’  creative.
Lo sviluppo dell’uomo come PERSONA passa necessariamente attraverso la CULTURA intesa come incontro con un patrimonio oggettivo di conoscenze, beni e valori, ma anche come cammino personale di assimilazione, rielaborazione e arricchimento.
Per fare questo favoriamo:
– la maturazione della COSCIENZA attraverso la ricerca della verita’  e l’adesione interiore ad essa;
– lo sviluppo della LIBERTA’ responsabile e creativa attraverso la conoscenza e la scelta del bene;
– la capacita’  di RELAZIONE e solidarieta’  con gli uomini, basate sul riconoscimento della dignita’  di ogni persona umana;
– lo sviluppo armonico della CORPOREITA’ attraverso l’educazione alla salute e l’individuazione di atteggiamenti e comportamenti corretti nell’uso del proprio corpo;
– una canalizzazione corretta dei SENTIMENTI ricercando un rapporto sereno e positivo con la realta’  quotidiana, un carattere controllato, la capacita’ di atteggiamenti dinamici e maturi di fronte alle persone, alle cose e agli avvenimenti, una sapiente educazione sessuale e all’amore, una capacita’  di relazione autentica con l’altro sesso scoprendo il modo specifico ed unico di essere uomo e donna.
La nostra scuola per raggiungere tali traguardi ha a disposizione:
1. un ambiente e una vita quotidiana ricca di proposte;
2. le attivita’  didattiche ed extradidattiche;
3. un metodo educativo didattico;
4. particolari criteri di valutazione;
5. attivita’  complementari, integrative e di sostegno;
6. cammini di educazione alla fede e particolari percorsi di educazione;
7. esperienze di vita associativa e di gruppo;
8. orientamento e scelte di vita.

L’AMBIENTE E LA VITA QUOTIDIANA
Attraverso l’ambiente e in esso, valorizziamo e motiviamo le esperienze della vita quotidiana, in modo che i giovani ne percepiscano il senso e valutino positivamente l’apporto che esse offrono alla realizzazione del proprio progetto di se’.
Le esperienze che intessono il quotidiano scolastico sono:
– i doveri di studio, di ricerca e di lavoro;
– il senso di appartenenza ad una comunita’  educativa;                                                  –   l’incontro con le persone e la partecipazione alle iniziative comuni;
– la disciplina personale e quella richiesta dall’organizzazione scolastica in un clima sereno e collaborativo;
– il rispetto e la cura degli strumenti, attrezzature e locali dove si svolge la vita scolastica.

LE ATTIVITA’ DIDATTICHE
– Il lavoro scolastico serio e’ per noi la prima via di educazione. Esso richiede regolarita’ , impegno e frequenza alle lezioni.
– Le materie scolastiche, per noi, mirano innanzitutto alla crescita delle persone. Gli insegnanti concordano obiettivi educativi generali per ogni anno, tenendo conto della situazione psicologica dei giovani e dei loro ritmi di crescita. Attorno a questi obiettivi essi organizzano la propria attivita’  didattica. Nei Consigli di Classe e negli incontri con i genitori, valutano la fase di crescita della persona.
– E’  prevista la presenza dello psicologo nella scuola a servizio degli allievi, delle famiglie e dei docenti per poter meglio sostiene il lavoro scolastico, l’accompagnamento durante il percorso educativo, l’orientamento.
– L’insegnante e’ anzitutto un educatore. Il rapporto di fiducia e di stima reciproca che si stabilisce tra docenti ed allievi e’ per² favorire sia l’insegnamento che l’apprendimento. Per questo chiediamo a tutti gli insegnanti una presenza amichevole tra gli alunni anche fuori dai tempi “ufficiali” dell’attivita’  didattica: in cortile, nelle attivita’  di sostegno, nelle attivita’  extradidattiche di formazione, nelle giornate di ritiro.
– Il vero apprendimento richiede l’assimilazione personale dello studente: questo e’ il primo compito richiesto agli allievi.
– Siamo attenti affinche’ gli alunni “imparino ad imparare”. La funzione del docente non e’ quella di consegnare “pezzi del sapere”, ma di insegnare ad apprendere, a rielaborare personalmente e a comunicare i contenuti appresi. Per questo in ogni materia (soprattutto nelle classi prime e terze) si da’  spazio a interventi di metodologia per verificare e migliorare il metodo di studio personale.
– Le singole materie di studio non sono chiuse in se stesse. Il lavoro serio di ogni giorno attorno ai contenuti di ogni disciplina fa emergere domande profonde sull’uomo, il senso della vita, il suo destino. E’ un impegno culturale che rimanda all’annuncio di Gesu’¹ Cristo che svela il senso della vita e della storia. Se infatti la cultura umana ha una sua riconosciuta autonomia e validita’ , E’ pur vero che, portando fino in fondo il problema dell’uomo e del significato dell’esistenza, essa non e’ in grado di offrire adeguate soluzioni alle domande di senso. L’esperienza del limite e l’incompiutezza della ragione aprono la strada alla possibilita’  dell’annuncio di una Rivelazione.
– In tale prospettiva l’insegnamento della religione cattolica diviene materia unificante di tutto l’ambito culturale. Ad essa vengono dedicate due ore dell’orario settimanale. L’insegnamento della religione cattolica rientra nei programmi scolastici e la nostra scuola lo considera un elemento fondamentale dell’azione educativa, per far scoprire il senso ultimo della vita e orientare il giovane verso una scelta cosciente, da vivere con impegno e coerenza.
– Tale insegnamento, mentre rispetta la coscienza di tutti, aiuta
– il giovane non credente a confrontare la sua situazione di incredulita’  con le prospettive della fede;
– il giovane in ricerca a riflettere e a chiarire i suoi dubbi;
– il giovane credente a integrare la fede nella sua cultura.
L’insegnamento religioso impartito nella Scuola vuole infine svegliare il desiderio di un’ulteriore educazione alla fede nella comunita’  cristiana di appartenenza.
– Tutto cio’² favorisce l’integrazione dei diversi contenuti del sapere, dell’agire e del fare umano, specificati nelle varie discipline scolastiche alla luce del messaggio evangelico.
Testimoniando questa integrazione nella propria persona, i nostri docenti insegnano cio’² che vivono e si impegnano a vivere cio’² che insegnano.

UN METODO EDUCATIVO DIDATTICO
– Per evitare che l’esperienza scolastica venga vissuta in modo passivo e che le conoscenze rimangano astratte, lontane, a livello di pura informazione, scegliamo come metodo la personalizzazione delle proposte educative.
A tal fine i docenti nella relazione educativo-didattica:
– vanno incontro da educatori all’alunno nella situazione nella quale egli si trova;
– aiutano a superare le difficolta’  di apprendimento e di metodo di studio, consapevoli che queste non sono isolabili dall’insieme della struttura personale e dalle situazioni familiari e ambientali;
– fanno appello alla ragione dell’alunno con amorevolezza, portandolo a percepire di essere comunque accolto con amicizia;
– non isolano gli alunni uno dall’altro e accolgono ognuno nella sua irripetibile individualita’ ;
– sviluppano senso di appartenenza, relazioni costruttive, collaborazione e simpatia verso i colleghi e l’autorita’ .
L’azione educativo-didattica viene cosi’ individualizzata e assicura la realizzazione del principio delle pari opportunita’  nel rispetto della giustizia sociale e del diritto della differenza.
– I docenti si rendono disponibili a seguire piu’¹ da vicino gli alunni in difficolta’  di apprendimento, nelle forme e nei tempi che vengono definiti in fase di verifica e di programmazione, dopo il periodo iniziale dell’attivita’  didattica, offrendo possibilita’  di ricupero e di sostegno. Si propongono quindi:
– una seria, articolata programmazione dell’anno scolastico e delle singole materie;
– uno svolgimento delle lezioni impostate su un metodo “attivo”, che favorisca cioe’ la partecipazione di tutti gli studenti e li abiliti alla lettura organica e critica dei testi scolastici;
– una impostazione ragionata delle verifiche, scritte e orali, opportunamente distribuite nello svolgimento dei trimestri;
– criteri di valutazione di tipo formativo, che tengano conto della crescita culturale complessiva dello studente in ciascuna materia e nel quadro globale delle materie stesse;
• una particolare attenzione, in collaborazione con la famiglia, per una frequenza puntuale e continua degli studenti all’attivita’  didattica e una convinta partecipazione alla vita scolastica;
– una progressiva sensibilita’  interdisciplinare tra i docenti volta, da un lato, a “strutturare” negli allievi la capacita’  di formarsi un metodo di studio adeguato e funzionale e, dall’altro a favorire l’attuazione delle “aree di progetto”.

LA VALUTAZIONE
Nella consapevolezza condivisa delle reali difficolta’ , oggi piu’¹ di ieri, che i giovani incontrano nell’affrontare con serieta’  professionale e dignita’  di risultati un corso di studi medio-superiori, nell’accedere all’universita’ , nel portarla a termine e nell’inserirsi in un mondo del lavoro sempre piu’¹ esigente, i nostri docenti si impegnano ad offrire ai giovani un servizio di alto profilo professionale indirizzato alla cura dei singoli, motivandoli e guidandoli opportunamente verso traguardi proporzionati alle capacita’  personali e alle oggettive esigenze del corso di studi scelto.
La valutazione, quindi, non potendo prescindere dalle opportune e frequenti verifiche atte a consolidare e comprovare l’assimilazione dei contenuti delle materie di studio, esprimera’  anche la continuita’  dell’impegno per tutto cio’² che il Progetto Educativo e la relativa Programmazione annuale privilegiano nel processo di maturazione degli alunni.
Una valutazione positiva riconoscera’  sempre:
– l’assimilazione dei contenuti e delle abilità prefissate per il raggiungimento degli obiettivi minimi;
– l’impegno profuso da ciascun alunno coerentemente alle proprie capacita’ ;
– una reale crescita rispetto al livello di partenza;
– un’ adesione leale alle finalita’  generali e al dialogo educativo nella scuola.
Al contrario, una valutazione negativa da parte del Consiglio di Classe constatera’  che gli obiettivi educativo-didattici, individuati e presentati da ogni docente all’inizio e durante l’anno, non sono stati conseguiti neppure ai livelli minimi e che si rende necessaria una piu’¹ partecipata e responsabile ripresa o, in qualche caso, un preciso cambio di orientamento del tipo di scuola o di indirizzo.
Decisioni di questo importanza saranno sempre precedute dalla esplicita cura dei docenti e degli educatori, volta a stimolare nell’allievo e nella sua famiglia, un’ampia consapevolezza della situazione, a suggerire strumenti e metodi per il superamento delle difficolta’  e a fornire quel sostegno e incoraggiamento indispensabili nelle fasi di crescita e di ricupero adolescenziale.

LE PROPOSTE E LE ATTIVITA’ EXTRADIDATTICHE
L’educazione integrale della persona richiede di completare il programma scolastico con altre attivita’ . La nostra scuola da’  ampio spazio alle attivita’  libere. Non si accontenta dunque delle sole ore di scuola, ma alterna lo studio con attivita’  ricreative e culturali e tende ad essere scuola “a tempo pieno”, dando la possibilita’  ai giovani di esprimersi liberamente attraverso:
– attivita’  di gruppo organizzate per interessi;
– studio assistito tutti i pomeriggi
– metodo di studio
– recupero e sostegno
– laboratorio teatrale diviso in ambiti artistici:
o recitazione
o ballo (coreografia)
o scenografia
o musica
o costumi e trucco
– partecipazione a concorsi;                                                                                       –   visite e viaggi culturali;
– attivita’  sportive;
– stages o tirocini in azienda.
– Corsi di eccellenza nella lingua inglese
– Corsi di informatica
– giornalino della scuola
– cicli di conferenze e di approfondimento
Nel periodo della vacanze viene offerta la possibilita’  di un soggiorno di studio all’estero e organizzato un campo scuola. Per rispondere alle sfide della cultura odierna, la nostra Scuola attiva inoltre percorsi di:
– Educazione alla comunicazione sociale (un’educazione critica di fronte ai molteplici linguaggi e all’uso corretto dei mezzi della comunicazione sociale).
– Educazione alla salute (un’educazione che affronti i problemi del fumo, dell’alcoolismo, della tossicodipendenza, dell’igiene del corpo, della sana alimentazione, delle malattie sessuali).
– Educazione ambientale (un’educazione che illustra i problemi dello sviluppo, dell’inquinamento, le risorse del pianeta, ecc.).

L’EDUCAZIONE ALLA FEDE
La sintesi tra fede e vita e’  il coronamento della nostra azione educativa: il riferimento a Gesu’¹ Cristo, facendosi progressivamente esplicito ed interiorizzato, si manifesta in tutte le dimensioni della vita: personale, comunitaria, sociale e politica.
L’educazione alla fede e’ un cammino di crescita interiore che, nell’attivita’ tipica della scuola, inizia attraverso l’apprendimento, trova nutrimento nei contenuti culturali, gia’  tanto densi di valori, e si arricchisce all’immenso patrimonio spirituale nato dall’incontro dell’uomo con Cristo, dal Vangelo vissuto dalla Chiesa e trasmesso nei secoli.
L’educazione alla fede dei giovani attinge innanzitutto ad un “clima di spiritualita’ ” presente nella scuola. Ne sono protagonisti la comunita’  religiosa, i docenti e i giovani stessi. Un ambiente scolastico permeato dallo spirito evangelico di amore fraterno e liberta’  permette all’allievo di fare esperienza della propria dignita’ , di rendersi interlocutore cosciente di Dio, percependone la presenza e l’azione attraverso la testimonianza delle persone e i segni cristiani.
Poiche’ il giovane si modella secondo il Vangelo attraverso un processo di continua conversione, il nostro istituto offre, oltre all’insegnamento della religione, altre opportunita’  di riesaminare le ragioni per credere, di riascoltare e approfondire l’annuncio evangelico e di sperimentare la vita cristiana.
Queste proposte sono:
– la preghiera comunitaria giornaliera;
– gli incontri personali con il Sacerdote;
– le celebrazioni eucaristiche che scandiscono i momenti salienti dell’anno scolastico;
–   i Ritiri Spirituali di una giornata che si tengono all’inizio dell’anno e in preparazione alla Pasqua;
– le forme di servizio al territorio;
– l’attenzione missionaria e la solidarieta’  ai popoli in via di sviluppo;
– il campo scuola estivo
L’Eucaristia e il sacramento della Riconciliazione sono segni della potenza salvatrice di Cristo e sono considerati momenti di eccezionale valore educativo.
Tali proposte sono a partecipazione libera, tranne le celebrazioni principali dell’anno scolastico che prevedono invece la partecipazione di tutta la comunita’  educativa.
Per rispondere alle sfide, lanciate dalla cultura attuale, la nostra Scuola attiva alcuni percorsi che fanno riferimento ai nodi centrali della maturazione dei giovani e attorno ai quali si concentrano il significato, la forza e la conflittualita’  della fede. Essi sono:
– La formazione della coscienza per
– valutare criticamente i modelli culturali e le forme della convivenza sociale in contrasto con i valori evangelici;
– acquisire una sufficiente capacita’  di giudizio e di discernimento etico;
– leggere evangelicamente i movimenti culturali del proprio tempo e i valori emergenti dalla storia, e giungere ad esprimere su di essi un giudizio motivato e responsabile.
– L’educazione all’amore e alla famiglia per
– creare un clima educativo ricco di scambi comunicativo-affettivi:
sentirsi accolti, riconosciuti, stimati e amati e’  la migliore lezione sull’amore;
– apprezzare i valori autentici della castita’  che sono: rispetto di se’ e degli altri, dignita’  della persona, trasparenza delle relazioni;
– sostenere l’incontro tra ragazzi e ragazze, come momento di arricchimento vicendevole, aperto al dialogo e all’attenzione verso l’altro/a per scoprire la ricchezza della reciprocita’  e complementarita’ , che coinvolge sentimenti e intelligenza, pensiero e azione.
– far comprendere la realta’  e le dimensioni di questo amore, guidarlo all’accettazione del progetto di Dio da realizzare nel matrimonio cristiano o nelle varie forme di vita consacrata.
– L ‘educazione sociale e politica per
– accompagnare alla conoscenza adeguata della complessa realta’  socio-politica;
– insegnare ad elaborare precisi e concreti progetti di solidarieta’  e a maturare forme di intervento sociale;
– avviare all’impegno ed alla partecipazione.

VITA ASSOCIATIVA E DI GRUPPO
L’esperienza di gruppo e’ elemento fondamentale della nostra tradizione pedagogica. Il gruppo e’ il luogo dove le proposte educative e religiose assumono forme personali; e’  lo spazio dell’espressione e della responsabilita’ , E’ il luogo della comunicazione interpersonale e della progettazione delle iniziative. Nell’esperienza di gruppo matura in particolare la dimensione del volontariato come scelta di vita.
Nella nostra scuola si da’  accoglienza e vita a:
– gruppi di interesse: musicali, culturali, sportivi…
– gruppi di impegno: missionari, liturgici, caritativi, educativi…

ORIENTAMENTO E SCELTE DI VITA
Il giovane, in contatto con la famiglia, la scuola e il mondo del lavoro sviluppa in se stesso attitudini, preferenze, interessi e valori che, nel corso della maturazione orientano e canalizzano le energie verso scelte professionali e scelte di vita.
Le attivita’  piu’¹ idonee per realizzare nella scuola gli obiettivi di orientamento sono prima di tutto le materie di insegnamento perche’ sviluppano le capacita’  personali dell’alunno e gli fanno acquisire gli strumenti per la conoscenza di se’ e la comprensione della realta’ .

LA NOSTRA COMUNITA’ EDUCATIVA
La realizzazione di questo progetto educativo richiede la convergenza delle intenzioni e delle convinzioni di tutti coloro che ne sono coinvolti. La Comunita’  educativa comprende, in modi diversi e con responsabilita’  distribuite, religiose, genitori e giovani, uniti da un “patto educativo” che li impegna in una comune esperienza formativa.

I PROTAGONISTI DI QUESTA REALTA’

I giovani
I giovani, portatori del diritto/dovere all’istruzione, all’educazione e all’educazione alla fede, sono soggetti responsabili delle scelte, e quindi veri protagonisti del cammino culturale, educativo e cristiano proposto dalla scuola.
Essi si impegnano ad acquisire la coscienza di essere protagonisti primari del proprio cammino formativo, da percorrere con continuita’ , rendendosi disponibili a collaborare criticamente all’elaborazione, realizzazione, verifica del Progetto educativo.
Rendono cosi’ gradualmente piu’¹ autentiche le motivazioni di scelta della scuola. I giovani sono chiamati a dare il loro contributo nei processi di apprendimento, nei gruppi formativi, ricreativi, culturali e di servizio, negli organismi di partecipazione.

I genitori I genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei figli. Essi rendono autentiche le motivazioni in base alle quali operano la scelta della nostra scuola attraverso la conoscenza e la condivisione del suo Progetto Educativo. Partecipano di persona o attraverso gli Organi Collegiali previsti, alla ricerca e alla realizzazione delle proposte educative, all’approfondimento, insieme con gli altri educatori, dei problemi formativi ed educativi dei giovani e all’arricchimento dell’azione educativa attraverso la loro stessa esperienza. Sono parte attiva in tutte le manifestazioni ricreative e culturali della scuola.
I colloqui frequenti con i Docenti, gli incontri formativi, la Festa della Scuola, sono i momenti piu’¹ intensi della collaborazione tra scuola e famiglia e occasione di dialogo e di partecipazione.

I Docenti
I docenti, religiosi e laici, in possesso delle competenze professionali educative e didattiche, testimoniano una vocazione educativa sostenuta da un chiaro senso di appartenenza alla comunita’ . Per questo motivo all’atto dell’assunzione sono invitati ad attuare una scelta professionale ed educativa ben precisa e vincolati a scegliere di insegnare nel nostro Istituto oppure altrove. La direzione da quest’anno non accetta piu’¹ insegnanti che siano impegnati contemporaneamente in scuole diverse. La presenza dei laici caratterizza la nostra scuola come espressione della comunita’  cristiana evidenziando la significativita’  ecclesiale del loro impegno educativo.
Partecipano attivamente ai diversi momenti della programmazione; curano l’attuazione delle decisioni prese e verificano l’efficacia del lavoro svolto; approfondiscono la propria formazione di fede, in modo che il loro servizio professionale diventi testimonianza cristiana; curano l’aggiornamento educativo – didattico; si prendono a cuore tutte le dimensioni del Progetto.

La Comunita’  religiosa
La comunita’  educativa ha il suo nucleo animatore nella Comunita’  delle Suore del Sacro Cuore. Offre la testimonianza di chi fa la scelta evangelica vivendola in forma radicale attraverso la consacrazione religiosa, dedicando intelligenza energie e creativita’  al servizio dei giovani nello stile della nostra Madre fondatrice.
La comunita’  religiosa e’ responsabile dell’identita’ , dell’animazione, della direzione e della gestione della scuola.

RUOLI E COMPITI PIU’ SIGNIFICATIVI

Il Gestore
Promuove e garantisce l’unita’  all’interno della comunita’  educativa e la presenza del carisma nella scuola.
Mantiene vivo lo spirito e lo stile educativo tra docenti, genitori e giovani. Favorisce l’accordo, la collaborazione e la corresponsabilita’  tra le varie componenti della comunita’  educativa. Cura la realizzazione della proposta educativa. Assicura la formazione dei docenti. Assume i dipendenti e accoglie/dimette gli alunni. Presiede il Consiglio d’Istituto. Da’  orientamenti al Collegio dei docenti e ai Consigli di classe. Promuove i collegamenti con la Chiesa locale (Pastorale scolastica, ).

Il Preside
E’ responsabile dell’animazione, dell’organizzazione e dei rapporti con l’autorita’  e l’amministrazione scolastica.
Coordina l’attuazione del progetto educativo nei suoi diversi obiettivi. Cura la programmazione, l’attuazione e la verifica delle attivita’  didattiche ed extradidattiche. Promuove e controlla la programmazione educativo-didattica sia a livello generale (Consiglio d’Istituto e Collegio dei Docenti) che a livello particolare (Consigli di Classe) come pure l’impegno professionale dei docenti e il loro aggiornamento.
Cura la formazione dei Genitori nei diversi incontri dell’anno.
Segue lo sviluppo dei programmi e dei progetti, l’orientamento scolastico e professionale e i rapporti di comunicazione tra scuola e famiglia.
Tiene i collegamenti con il territorio (Ufficio Scolastico, Dirigenti scolastici…); vigila sull’ufficio di Segreteria e sull’intero andamento disciplinare; organizza la composizione della classi e presiede i relativi Consigli.

Gli stretti collaboratori del Preside
Nello svolgere le proprie mansioni il Preside e’ coadiuvato dal Preside-vicario, da altri docenti-collaboratori, da educatori professionali, da docenti coordinatori di classe; dal sacerdote. Responsabili insieme della attuazione della proposta educativa, in modo piu’¹ particolare:
– il Sacerdote anima e cura l’educazione alla fede, la vita associativa e di gruppo, l’orientamento vocazionale;
– il Preside vicario segue pii’¹ specificamente, insieme al Preside, gli aspetti disciplinari il rendimento scolastico degli allievi e le proposte extradidattiche;
– il Docente coordinatore di classe segue l’andamento della classe che gli viene affidata, prestando attenzione al cammino di ciascun allievo e facilitando la comunicazione tra i docenti della stessa classe;
– il Docente collaboratore del Preside si occupa personalmente dei ritardi e delle assenze, impegnandosi ad avvertire le famiglie anche di ogni mancanza disciplinare dell’allievo. Dopo il terzo ritardo il Docente collaboratore e’ autorizzato dalla Direzione e dagli organi collegiali a non accettare in classe l’alunno. Il ragazzo\a sara’  riammesso in classe il giorno seguente con la presa visione (sul libretto personale) del genitore o di chi ne fa le veci.
– l’Educatore professionale (figura prevista per il futuro) collabora strettamente con il sacerdote per l’animazione degli aspetti educativi, formativi e scolastici.
All’inizio di ogni anno vengono precisati i compiti di ciascuno.

FORME DI PARTECIPAZIONE E CORRESPONSABILITA’
La partecipazione e la corresponsabilita’  mirano a creare le condizioni ideali per una sempre maggiore democratizzazione della vita scolastica, incrementando la collaborazione fra docenti, giovani, genitori che hanno a cuore la formazione culturale umana e cristiana degli allievi.

Il Consiglio direttivo
Il Consiglio direttivo e’ composto dal Direttore, che lo convoca e lo presiede, dal Preside, dal Preside-vicario, dai Consiglieri. Esso tiene periodicamente informata la Direzione della attuazione del progetto educativo e dell’andamento della scuola. Suggerisce e studia orientamenti e proposte da offrire alla Direzione per le opportune decisioni.

Il Consiglio di Istituto
Il Consiglio di Istituto esplica funzioni di stimolo e di verifica nel campo delle problematiche e delle metodologie dell’educazione.
Esso comprende di diritto il Gestore, il Preside, il Preside-vicario, i Consiglieri e i rappresentanti eletti dei docenti, dei genitori e degli alunni. Possono parteciparvi anche altre persone significative nell’ambito del territorio.
Il Consiglio di Istituto, fatte salve le competenze della Direzione, del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Classe, ha il potere deliberante, per quanto concerne l’organizzazione della vita e delle attivita’  della scuola nelle materie seguenti:
– il Regolamento d’Istituto;
– l’adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze locali;
– la programmazione e l’attuazione delle attivita’  extrascolastiche, con particolare riguardo alle libere attivita’  complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione, alla partecipazione ad attivita’  culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo.
– Inoltre il Consiglio di Istituto indica i criteri generali relativi all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attivita’ scolastiche ed esprime parere sull’andamento generale educativo-didattico dell’Istituto.

Collegio dei Docenti
E’ presieduto ed e’ convocato dalla Preside e risulta composto dal Preside stesso, o da un suo Delegato, e da tutti i docenti. Al Collegio dei docenti compete la programmazione degli orientamenti educativi e didattici nei loro momenti di proposta, discussione, decisione e verifica.

Consiglio di Classe
E’ composto dalla Preside, o da un suo Delegato, dai docenti, dai rappresentanti dei genitori degli alunni della classe e dai rappresentanti di classe degli studenti. E’ convocato e presieduto dalla Preside. Diviene momento di analisi dei problemi della classe e di ricerca di soluzioni adeguate.

Consiglio di Classe dei Docenti
E’ composto dalla Preside, o da un suo Delegato, dai Consiglieri e dai docenti della classe. Affronta piu’¹ analiticamente i problemi didattici e di valutazione scolastica. In fase di scrutinio hanno diritto al voto solo il Preside e i Docenti della classe; gli altri intervengono secondo competenza.

Assemblea di Genitori di Classe
E’ composta dai Genitori degli allievi di una classe e dalla Preside. E’ convocata dalla Preside o dai Rappresentanti di classe d’intesa con il Preside. Essa ha compiti di verifica per iniziative e problemi di ordine generale della classe.

I Rappresentanti dei Genitori
Normalmente in numero di due (eletti se possibile o cooptati dalla Direzione) rappresentano, nelle forme previste dai singoli Regolamenti, i genitori negli organismi di partecipazione.

Assemblea di Classe
E’ composta da tutti gli alunni di una classe. E’ autorizzata, previa approvazione dell’ordine del giorno, dalla Preside. In essa i rappresentanti degli studenti si fanno interpreti dei vari problemi. Il Coordinatore di classe e’ presente e contribuisce all’efficacia educativa ed operativa della stessa.

Rappresentanti degli Studenti
In numero di due per classe, sono eletti dai propri compagni di classe e li rappresentano, nelle forme previste dai singoli Regolamenti, negli organismi di partecipazione.

LA VERIFICA
Alla fine di ogni anno e’ prevista una verifica di questo progetto educativo per adeguarlo alle situazioni che mutano.
Tale verifica permette di:
– essere attenti alle domande dei giovani e delle famiglie;
– riprogettare la proposta educativa, scolastica e formativa;
– riprogrammare i processi di insegnamento-apprendimento e i piani di studio;
– progettare la formazione degli educatori;
– essere attenti al territorio e ai cambiamenti della legislazione scolastica.

REGOLAMENTO INTERNO DI ISTITUTO
PER I DOCENTI
Applicativo del CCNL 2002-2005

0. PREMESSA
Il presente REGOLAMENTO intende disciplinare i rapporti interni tra le suore del Sacro Cuore e i Docenti laici. Piu’¹ che regolamentare il rapporto di lavoro “dipendente” che configura le imprese a carattere commerciale, peraltro gia’  definito nel CCNL, e al quale si rimanda per tutti gli aspetti legali e gestionali, pone in evidenza gli elementi caratterizzanti la nostra scuola sotto il profilo formativo-organizzativo e il ruolo del Docente come educatore.

1. FINALITA’ DELLA SCUOLA
L’Istituto Sacro Cuore non ha scopo di lucro ma si propone un fine educativo: promuovere cioe’ lo sviluppo del ragazzo nella sua crescita umana e cristiana, dotandolo di sensibilita’  e coscienza tali che lo aiutino ad inserirsi in modo qualificato ed attivo nella societa’ .
Non e’ quindi una scuola “neutra”, con intendimenti generici e plurivalenti, ma una scuola con preciso orientamento in cui ai giovani vengono proposti i valori cristiani come quadro di riferimento.
L’attuazione quindi di un Progetto Educativo e’ la ragion d’essere della nostra scuola. Di conseguenza, la richiesta di insegnare nella nostra scuola non puo’² essere motivata soltanto dal bisogno di… un posto di lavoro; motivazione che porrebbe in essere con l’Istituto un rapporto meramente formale. Implica e presuppone, da parte dell’insegnante, la condivisione dell’orientamento di fondo della scuola, in collaborazione con la nostra Comunita’  che e’ responsabile dell’identita’ , della animazione, della direzione e della gestione. L’insegnante, unicamente soddisfatto del posto conseguito, idealmente non motivato, privo di interessi educativi, non solo si troverebbe a disagio ma, oltre a deludere le legittime aspettative delle famiglie, comprometterebbe il lavoro d’insieme.

2. LA NOSTRA PEDAGOGIA
La nostra scuola vuole aiutare i ragazzi a costruire la loro identita’  di fronte al contesto sociale e a sviluppare un “progetto di vita” personale. E’ dovere del docente laico conoscere il metodo educativo e sforzarsi di attuarlo nella prassi quotidiana.

3. ASSUNZIONE
Alla luce di questi orientamenti appare ovvio che il docente, accettando l’incarico, intende collaborare alla specifica missione educativa dell’Istituto e che egli considera pienamente rispettata la propria liberta’  di insegnante in quanto esiste convergenza tra la sua impostazione ideologica e quella dell’Istituto. All’atto dell’assunzione sono invitati ad attuare una scelta professionale ed educativa ben precisa e vincolati a scegliere di insegnare nel nostro Istituto oppure altrove.

4. ORGANIZZAZIONE
Le suore del Sacro Cuore sono rappresentate dalla Superiore che ne e’ l’ultimo responsabile: a lei occorre rivolgersi per ogni grave necessita’  e per gli aspetti amministrativi e contrattualistici. Al Preside sono demandate le competenze del settore didattico-educativo.
Con lui collaborano il Preside-vicario e, nei singoli settori, i docenti collaboratori e responsabili e gli Educatori. I loro compiti, come pure quello del Docente coordinatore di classe, sono indicati nel Progetto educativo e specificati ulteriormente all’inizio di ogni anno scolastico.

5. IMPEGNI PROFESSIONALI
La funzione docente si articola in:
– attivita’  di insegnamento, comprendente le ore di docenza nonche’ le attivita’  intrinsecamente collegate con l’insegnamento (preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, valutazioni periodiche, rapporti con le famiglie, scrutini ed esami);
– attivita’  di sostegno/recupero, secondo le indicazioni date ad inizio anno (vedi art. 47 Contratto Agidae);
– attivita’  connesse con il funzionamento della scuola in cui l’impegno individuale si esprime soprattutto partecipando alle riunioni degli OO.CC di cui si fa parte e alle iniziative educative della scuola, ivi compresi gli incontri con i genitori;
– attivita’  di aggiornamento anche nel quadro delle iniziative promosse dall’Istituto a livello locale o ispettoriale.

Oltre al presente Regolamento il Docente e’ tenuto a conoscere e ad osservare le direttive scolastiche stabilite dai Regolamenti Statali secondo gli orientamenti impartiti dal Preside. In dettaglio:

5.1. PIANO DIDATTICO
All’inizio dell’anno dovra’  presentare, entro i termini fissati dal Preside, la programmazione didattica con riferimento agli obiettivi scelti nell’ambito della propria disciplina. Essa dovra’  contenere i seguenti punti:
– individuazione degli obiettivi da conseguire nel corso dell’anno con l’indicazione esplicita degli obiettivi minimi;
– contenuti e metodi per raggiungere tali obiettivi;
– relazione sulla situazione di partenza degli alunni;
– indicazioni concrete circa gli strumenti atti a far conseguire un metodo di studio;
– criteri di valutazione;
– iniziative e linee per una didattica personalizzata.

Alla fine dell’anno poi dovra’  stendere una relazione al Preside nella quale esprimera’  un valutazione obiettiva sui risultati conseguiti e la realizzazione del piano didattico e gli interventi attuati per ricuperare gli allievi in difficolta’ .
Sempre al Preside riferira’  le sue impressioni circa l’andamento generale, le difficolta’  incontrate, eventuali problemi e proposte.
L’obiettivo didattico di ogni insegnante e’ quello di facilitare al massimo l’apprendimento durante le ore di lezione. Si propongono come “allenatori”, capaci di pazienza e comprensione, ma senza rinunciare ad una giusta fermezza nell’esigere, specialmente con giovani forniti di capacita’ .

5.2. INTERDISCIPLINARITA’
Va coltivata con umilta’  e impegno. La capacita’  di sintesi e’ alla base dello studio e del sapere. Tutto il reale per sua natura – e la realta’  educativa in particolare in quanto collegata alla crescita “armonica” della personalita’  – tende all’unita’.

5.3. REGISTRI
E’ dovere del docente aggiornare e firmare regolarmente il DIARIO DI CLASSE, il REGISTRO PERSONALE e, se incaricato, redigere i VERBALI del CdC e del CdD. I registri personali vanno riposti in Sala-Professori nell’apposito armadio, a personale cura dell’insegnante stesso (non tramite alunni). Dal registro deve evidenziarsi il cammino che l’alunno sta percorrendo nel corso dell’anno scolastico, anche per consentirne la prosecuzione in caso di assenze del titolare o di eventuali controlli ispettivi. E’ diritto del genitore, su richiesta, prendere visione dei registri.

5.4. COMPITI E INTERROGAZIONI
Fa parte dei doveri professionali:
– segnalare per tempo compiti e verifiche sul registro di classe ed evitare, per quanto possibile, eccessivi accumuli nello stesso giorno e periodo; essi siano corretti accuratamente e valutati con ponderatezza ed equilibrio (gli allievi, in questo, sono giudici attenti e severi: accettano una valutazione negativa, ma che sia obiettiva e convincente) e siano restituiti al massimo entro 15 giorni; successivamente siano trasmessi al Preside;
– assegnare compiti a casa, in un contesto programmato, d’intesa con gli altri colleghi, e correggerli insieme in classe;
– fare in modo che l’esercitazione scritta non si prefigga soltanto uno scopo valutativo ma rappresenti un momento didattico di arricchimento culturale e di sperimentazione.
– si ricorda che le materie che non prevedono lo scritto devono avere un congruo numero di interrogazioni orali: esse sono occasione di ripasso, di nuova spiegazione sui punti piu’¹ incerti e soprattutto danno modo all’allievo di esprimersi in dialogo con il docente che lo interroga;

E’ prassi dell’Istituto Sacro Cuore:
– assegnare compiti brevi ma frequenti (evitando l’accumulo della materia), seguiti dalla correzione individuale o in classe;
– operare frequenti “colloqui” (interrogazioni), a modo di dialogo tra gli allievi;
– rendere interessante l’insegnamento innovando, variando, coinvolgendo, … Tutto cio’² e’ , ovviamente, un’arte, che pero’² va coltivata;
– curare che i ragazzi utilizzino quotidianamente il diario personale; lo tengano in ordine quale strumento di collegamento didattico tra scuola e famiglia;
– comunicare alla famiglia, tramite il libretto personale, i voti che si assegnano e controllare la firma dei genitori.

5.5. DOVERI SPECIFICI DELL’INSEGNANTE
E’ suo dovere:
– interessarsi al Progetto Educativo e impegnarsi a realizzarlo;
– preparare con cura e metodo le lezioni e impegnarsi nella correzione dei compiti;
– usare gli accorgimenti e i mezzi didattici che l’esperienza suggerisce, la tradizione della scuola consiglia e le reali possibilita’  della classe consentono;
– evitare indiscrezioni circa le delibere del CdC ed osservare il “segreto d’ufficio” specie verso persone estranee alla scuola, riservando ai diretti responsabili le comunicazioni su eventuali inconvenienti riscontrati;
– vigilare sulla conservazione delle attrezzature segnalando danni e inconvenienti.

Non e’ consentito:
– ricevere estranei in classe o invitarvi “esterni” anche a fini didattici senza l’autorizzazione del Preside;
– impartire lezioni “private” retribuite ad allievi della scuola;
– accettare doni dagli alunni e loro famiglie a qualsiasi titolo offerti;
– introdurre alunni nella Sala-Professori (che e’ e deve rimanere ambiente riservato);
– concedere agli alunni permessi di uscita dalla scuola durante le lezioni. Tali autorizzazioni sono di esclusiva competenza del Preside o di persona da lui delegata;
– fare collette di denaro tra i ragazzi a qualsiasi titolo; raccogliere firme, vendere biglietti di spettacolo, di lotterie od altro senza il permesso preventivo della Direzione.

5.6. COLLOQUI CON LE FAMIGLIE
Nei giorni e nelle ore stabiliti, l’insegnante si terra’  a disposizione dei Genitori per un colloquio che consenta una migliore reciproca conoscenza e collaborazione. Sono momenti importanti sul piano educativo. Si eviti la prolissita’  ma non ci si limiti ad una scarna informazione sul profitto scolastico.
Occorre in tale sede “conoscere” e “far conoscere” il ragazzo, evitando di ridurre tutto ad un giudizio di “sufficienza” o “insufficienza” e di anticipare conclusioni di “promozione” o “bocciatura” che spettano non al singolo docente – qualunque sia la disciplina insegnata – ma unicamente al CdC. A questo proposito si raccomanda la riservatezza su quanto avviene durante gli scrutini e a non dissociare la propria persona dalla corresponsabilita’  circa decisioni prese dal CdC.
Nei casi particolari in cui il colloquio richiedesse maggior tempo di quello consentito dall’orario di ricevimento, si concordi con il genitore un incontro piu’¹ disteso in altro giorno. Queste occasioni evidenziano la professionalita’  e le doti del docente valido e dell’educatore interessato al bene dei suoi ragazzi.
E’ opportuno anzi convocare il genitore allorche’ la situazione dell’alunno lasci sensibilmente a desiderare soprattutto quando la famiglia tende a rendersi latitante nei confronti della scuola.
I colloqui informativi verranno sospesi in prossimia’  degli scrutini trimestrali e cesseranno un mese prima della fine dell’anno scolastico.

5.7. PARTECIPAZIONE ALLA VITA DELLA SCUOLA
Oltre alle ore di insegnamento e alle attivita’  strettamente collegate (correzione degli elaborati, schede valutative, scrutini… (art. 28 CCNL), il personale docente e’ tenuto ad effettuare tutte le attivita’  accessorie connesse con il normale funzionamento della scuola secondo quanto prevedono gli art. 47/48 del CCNL.
Nell’ambito delle 100 ore, e’ quindi tenuto a partecipare alla vita della scuola: feste, incontri con i genitori, manifestazioni varie, ricordando che il ruolo dell’insegnante non e’ soltanto “esecutivo” ma anche di “animazione” sia sul piano strettamente scolastico sia su quello parascolastico.

5.8. SUPPLENZE
Quando un insegnante rimane temporaneamente assente, il Preside, tempestivamente avvisato, invitera’  i colleghi a supplirlo. L’ordine seguito e’ di norma il seguente:
1. prima gli insegnanti della stessa classe;
2. poi i docenti della medesima disciplina;
3. infine, gli altri.

5.9. FUMO
Per motivi igienici ed educativi e’ bene non fumare. E’ vietato comunque fumare negli ambienti chiusi e nei cortili interni.

5.10. TELEFONO
Durante l’orario di lavoro si possono ricevere telefonate dall’esterno solo per motivi familiari o comunicazioni “urgenti”. La portineria non e’ autorizzata a chiamare gli insegnanti durante le ore di lezione. Circa l’uso del telefonino vale la normativa ministeriale.

6. ASSENZE
Poiche’ le assenze, comunque originate, tornano di danno ai ragazzi e di disagio ai colleghi supplenti, sono da evitare quando non chiaramente motivate. Esse vanno giustificate al piu’¹ presto e, in ogni caso, entro le 24 ore, salvo il caso di impedimento giustificato (cfr. 58 CCNL). Il docente anzi e’ tenuto, ogni volta che sia possibile, ad avvertire in anticipo il Preside perche’ possa tempestivamente provvedere alle necessarie sostituzioni e scambi di ore.
I certificati INPS comprovanti la provvisoria inidoneita’  al lavoro vanno recapitati all’Istituto entro le 24 ore dall’inizio dell’assenza. I certificati consegnati in ritardo o non corrispondenti ai giorni effettivi di assenza, comportano il non pagamento della malattia.
Se la malattia non e’ provata, l’assenza e’ considerata ingiustificata. La Direzione si riserva l’accertamento fiscale.
In caso di infortunio all’interno della scuola, si avvisi immediatamente l’Istituto che provvedera’ a farne denuncia all’Ente Previdenziale. Al Preside compete il dovere di tenere aggiornato il registro delle assenze dei docenti.

7. PERMESSI
Circa i “permessi retribuiti” previsti dall’art. 54, si considerano “gravi motivi familiari” quelli riguardanti i parenti stretti. Essi non sono usufruibili se non si verificano i fatti previsti, ne’ tanto meno sono da richiedersi in aggiunta alle ferie.
Per altri “permessi brevi retribuiti” e “permessi non retribuiti”, si rimanda agli art. 55/56 del CCNL.
In ogni caso se ne fa richiesta alla Direzione dell’Istituto.

8. ORARIO
Nella stesura dell’orario annuale, il Preside terra’  conto, nei limiti del possibile, dei desideri di ogni insegnante, in osservanza delle indicazioni ministeriali e subordinatamente all’interesse didattico degli alunni e alle esigenze funzionali del plesso scolastico.
Nessun docente, soprattutto se con orario di cattedra regolare (18 ore), ha diritto al giorno infrasettimanale “libero”. Soltanto per comprovate esigenze, e se possibile, esso puo’² venire concesso dalla Presidenza d’intesa con la Direzione dell’Istituto. Per evidenti ragioni di responsabilita’  e di ordine non si fanno scambi di orario o sostituzioni con colleghi, senza che il Preside ne sia a conoscenza. Per eventuali esigenze lo si informi sempre.

9. RETRIBUZIONE E FERIE
La retribuzione viene corrisposta entro il 5 del mese successivo (art. 28 CCNL). Fatto salvo il periodo concordato delle ferie estive (art. 53), 33 gg di calendario comprensivi delle festivita’  soppresse, “il personale docente potrà essere impegnato per un tempo non eccedente il proprio orario mensile di lavoro in attivita’  didattiche, di programmazione e di aggiornamento nel rispetto della professionalita’  e qualifica per cui e’ avvenuta l’assunzione” (art. 47 CCNL).
Durante i periodi di attivita’  didattica possono essere richieste 2 ore settimanali per attivita’  di recupero e sostegno che, normalmente saranno recuperate con giorni di ferie aggiuntive (art.47, punto 2).

10. RAPPORTI CON GLI ALLIEVI
I rapporti con gli allievi sono da costruire secondo lo stile dell’Istituto: affabilita’ , comprensione, dialogo, visione positiva e incoraggiante. Ma non si deve rinunciare al proprio ruolo di adulto-guida, per scendere a livelli di cameratismo giovanilistico e rinunciatario: l’adolescente e il giovane non hanno bisogno di compagni invecchiati, ma di guide, di punti di riferimento sicuri e solidi.

10.1. DISCIPLINA
La disciplina, che non deve mai essere fine a se stessa, costituisce elemento importante da non disattendere. Congiuntamente allo spirito di servizio (comprensione, affabilita’ , disponibilita’ ) essa aiuta a creare un ambiente di operabilita’  indispensabile al processo educativo.
La tenuta disciplinare della classe va perseguita come obiettivo indispensabile: senza disciplina (cioe’ la classe tranquilla, in atteggiamento riflessivo e ricettivo) il lavoro didattico viene gravemente compromesso, a discapito degli allievi piu’¹ deboli.
Anche questo e’ un servizio che gli allievi migliori, desiderosi di apprendere, ci chiedono. Nelle aule dove si verificano frequenti risate chiassose, dove c’e’ brusio di sottofondo, dove gli allievi si agitano, non si insegna e non si impara.
Le correzioni e i richiami siano ragionevoli, rispettosi della personalita’  dell’alunno ed attuati il piu’¹ possibile in privato. Si evitino in aula interventi e apprezzamenti ironici ed offensivi: risultano sempre controproducenti sul piano delle relazioni personali e a livello didattico.
Competono all’insegnante i seguenti provvedimenti, da prendersi con gradualita’ : ammonizione verbale;
– nota scritta sul diario scolastico dell’allievo;
– nota scritta sul “libretto personale” dell’alunno;
– temporaneo allontanamento dalla classe durante la propria ora di lezione. In casi gravi, fara’  accompagnare il ragazzo dal Preside (ed avvertira’  per iscritto la famiglia sempre tramite il “libretto personale”);
– qualora si ritenessero necessari provvedimenti piu’¹ gravi e’ indispensabile conferire immediatamente con il Preside.
– Sono sconsigliate le punizioni collettive (note sul registro di classe, compiti di castigo, ecc.): l’esperienza insegna che sono inutili e controproducenti in quanto evidenziano quasi sempre debolezza nel Docente. Per ragioni pedagogiche e’ opportuno tenere informati il Preside di fatti disciplinari che rivestono una particolare serieta’  anche quando si ritiene di non dover comminare alcun castigo.

10.2. ASSENZE E GIUSTIFICAZIONI
Il controllo viene effettuato dal Preside o di chi ne fa le veci. L’insegnante non puo’² ammettere in classe lo studente privo di giustificazione controfirmata dal Preside (o di chi ne fa le veci). Altrettanto si dica di “ritardi” e “permessi” vari.
Inoltre, all’inizio della lezione, il Docente ha l’obbligo di controllare le presenze e di registrare le eventuali assenze sul diario di classe. Nell’annotare gli assenti e’ bene seguire l’ordine alfabetico e, possibilmente, contenersi nella riga corrispondente alla propria ora di lezione.

10.3. INDISPOSIZIONE ALUNNI
In caso di infortunio l’alunno venga fatto accompagnare in Infermeria avendo l’avvertenza di segnare sul diario di classe, oltre al nome, l’ora di uscita (e dell’eventuale rientro).
Alla fine della lezione, ci si interessi del caso e se ne accenni al Preside. Coloro che invece accusano malessere, salvo casi di manifesta urgenza, accedano all’infermeria soltanto durante gli intervalli: quando rientrano in classe dovranno avere con loro la giustificazione.
Cosi’ pure, tranne casi del tutto eccezionali, nessun allievo deve essere autorizzato a uscire dall’aula durante la lezione o tra un’ora e l’altra per recarsi ai servizi, sicuramente non prima della terza ora: l’intervallo e’ sufficiente per queste esigenze. L’andirivieni di allievi genera smagliatura nel clima di lavoro e fa perdere tempo.

11. PRESENZA IN MEZZO AGLI ALLIEVI
La ricreazione e l’intervallo si configurano come spazi educativi importanti. La presenza tra gli allievi in questi momenti, e durante le attivita’  parascolastiche, alimenta la conoscenza, la stima reciproca e favoriscono il dialogo educativo. La puntualita’  crea un clima di serieta’  nel lavoro: deve essere richiesta agli allievi e gli insegnanti ne danno per primi l’esempio. Come norma generale si tenga presente che tutti i docenti con obbligo di presenza in Istituto, in qualunque momento della vita scolastica (entrata, spostamenti, intervallo, uscita) sono tenuti ad assistere gli allievi. Ne hanno in ogni caso obbligo specifico durante i rispettivi turni di assistenza onde prevenire il verificarsi di eventi dannosi che possono comportare conseguenze penali.
In particolare:
– i docenti occupati alla prima ora devono trovarsi a scuola cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni per accompagnare i ragazzi in aula. Al mattino, partecipano con i ragazzi alla preghiera comunitaria;
– gli insegnanti dell’ultima ora devono essere presenti durante l’uscita dalla scuola e lasciare l’Istituto almeno cinque minuti dopo il termine ufficiale delle lezioni. Non si terminano le lezioni e non si lasciano uscire gli allievi prima del suono della campana; si innesca un grave disturbo a tutte le classi;
– i docenti, le cui ore di lezione precedono e seguono l’intervallo, sono tenuti, durante l’intervallo stesso, all’assistenza nei cortili secondo un prospetto stilato dal Preside (art. 47 CCNL). Pertanto, terminata la lezione, accompagneranno gli alunni in ricreazione curando che tutti escano dall’aula e che essa venga chiusa a chiave.

Tuttavia, a prescindere da questi obblighi che potrebbero costituire una mera formalita’ , la presenza tra i ragazzi e’ vivamente sollecitata perche’ utile a creare un clima d’intesa ed a conoscere meglio il ragazzo. Conseguentemente, gli insegnanti di turno, durante l’intervallo, non si trattengano in Sala Professori, ne’ fissino colloqui informativi con i genitori ma stiano con i ragazzi. L’intervallo infatti e’ “spazio educativo” importante!

12. VOLONTARIATO
La nostra scuola tende al “tempo prolungato”. Esprime perche’² gratitudine a quei docenti che, compatibilmente ai loro impegni, si rendono generosamente disponibili.

A questo proposito, non e’ del tutto inutile sottolineare che la nostra Scuola, gia’  discriminata dallo Stato sotto il profilo economico (l’art. 34 della Costituzione Italiana cosi’ recita: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, e’ obbligatoria e gratuita”!), pratica rette inferiori a quelle fissate dalle altre scuole paritarie, onde mantenersi aperta alle famiglie meno abbienti… Non usufruendo di alcun sussidio da parte dello Stato o Enti Pubblici, essa si sostiene unicamente:
– con le rette delle famiglie che, da sole pero’², non sono sufficienti a coprire le spese di gestione ordinaria;
– con il lavoro non retribuito delle nostre religiose;
– con la collaborazione degli Ex-allievi;
– con il “volontariato” e le prestazioni “libere” di insegnanti laici e genitori sensibili ai problemi della scuola.

13. CONCLUSIONE
Le “norme” sin qui esposte, sebbene utili alla funzionalita’  dell’Istituto, ne costituiscono soltanto l’ossatura esterna e non sono sufficienti a vivificarla dall’interno.
L’anima di una scuola infatti e’ data dalla sua dimensione “ideale” e l’immagine dalla validita’  del suo corpo docente.
Siracusa, Giugno 2011

N.B. – All’inizio di ogni anno, il presente Regolamento potra’  essere rivisto ed aggiornato per gli eventuali ritocchi che l’esperienza o le circostanze imporranno.

REGOLAMENTO INTERNO DI ISTITUTO PER GLI ALLIEVI

L’ appartenenza alla scuola richiede ai giovani l’adesione personale al Progetto Educativo.
Le indicazioni del regolamento sono norme comuni, di facile esecuzione che, osservate con costanza, realizzano un’autentica vita di famiglia nel rispetto del Bene comune.

1. NORME RIGUARDANTI LA PROPRIA PERSONA
– La cura della propria persona, il comportamento educato e il rispetto di se’ e degli altri favoriscono lo sviluppo armonico della personalita’  di ciascuno.
– L’attenzione alla salute, la legislazione italiana ed europea e la qualita’  educativa dell’ambiente ci sollecitano a riaffermare la nostra disapprovazione per il fumo. Vale quindi per tutti il divieto di fumare in qualsiasi ambiente scolastico (aule, laboratori, palestra, corridoi, scale, cortili…).
– Per quanto riguarda la pulizia, la cura del proprio corpo e l’abbigliamento, ci si riferisce al buon senso di ogni allievo e delle famiglie: siano sempre intonati allo speciale ambiente di educazione che e’ la scuola e allo spirito dell’Istituto.
– Tutto cio’² che viene introdotto nella scuola deve essere conforme al Progetto Educativo.

2. NORME RIGUARDANTI LE RELAZIONI INTERPERSONALI
– Le relazioni interpersonali sono ispirate allo spirito di famiglia che favorisce il dialogo e la stima reciproca.
– Negli ambienti della scuola il comportamento deve essere corretto ed educato in modo da evitare disturbi o leggerezze che impediscano il regolare svolgimento delle attivita’  e la serena convivenza comunitaria.
– Si richiede rispetto, collaborazione e buona educazione con le Religiose, gli Insegnanti, gli Educatori e il personale di servizio. Essi hanno il diritto-dovere di intervenire in qualsiasi momento a difesa dell’attivita’  educativa della scuola.
– Con i propri compagni ci sia un clima di amicizia e di cordialita’ . Sono da evitare gli scherzi, le offese, qualunque tipo di violenza e di prepotenza.
– Per assentarsi dal luogo in cui si trovano i propri compagni occorre avvisare l’insegnante responsabile.

4. AMBIENTI
L’ordine ed il rispetto degli ambienti e delle attrezzature, in quanto a servizio di tutti, sono segno di maturita’  personale e sociale. Eventuali danni verranno addebitati ai responsabili o al gruppo coinvolto.

Chiesa
– La chiesa e’ il “centro” della nostra comunita’  educativa; e’ il luogo riservato all’incontro con Dio nella preghiera.
– La partecipazione di gruppo ad una celebrazione liturgica richiede rispetto e serieta’  di contegno.

Aule e ambienti di studio
– L’allievo conserva il posto che gli viene assegnato curandone la pulizia e l’ordine.
– Porta ogni giorno l’occorrente per le lezioni; libri o altri oggetti non vanno lasciati in aula al termine delle lezioni.
– Nessuno puo’² allontanarsi dall’aula senza il permesso dell’insegnante                          – Durante i cambi d’ora non si esce dall’aula.
– Le sale di studio e le aule scolastiche durante le lezioni sono ambienti in cui va normalmente mantenuto il silenzio.
– Nell’ ambiente scolastico i telefoni cellulari vanno tenuti spenti e ben custoditi. In caso contrario vengono ritirati dall’insegnante e riconsegnati ai genitori dal Preside.

Laboratori, palestra, aule speciali
– Si tenga ordinato il proprio posto di lavoro e si segnalino prontamente al responsabile eventuali guasti o danni riscontrati.
– Si osservino tutte le norme di sicurezza richieste dall’insegnante e prescritte dai regolamenti specifici; cosi’ pure le precauzioni necessarie per evitare incidenti od inconvenienti di qualsiasi genere.

Mensa
– L’ingresso alla mensa viene regolato secondo le indicazioni degli incaricati.
– Si eviti di sprecare il cibo: si prenda solo quanto e’ necessario e si consumi tutto il pranzo in sala mensa. Uscendo si lascia in ordine il proprio posto.

Cortile, ambienti di ricreazione, spazi per il parcheggio
– Sono luoghi di incontro, di dialogo e di svago.
– Durante l’intervallo del mattino gli insegnanti accompagnano e assistono gli alunni in ricreazione curando che tutti escano dall’aula e scendano in cortile.
– L’istituto mette a disposizione alcuni spazi per il parcheggio secondo gli orari e le modalita’  stabilite dagli incaricati, ma non si assume responsabilita’  per danni o furti. All’allievo in ritardo, o che non rispetta le norme stabilite, non viene consentito di portare all’interno della scuola il suo mezzo di trasporto. Lo stesso avviene quando i posti riservati al parcheggio sono tutti gia’  occupati.
– Entrando ed uscendo da scuola, a piedi o in moto, si eviti di sostare presso i cancelli, nei viali o sulla strada.

Infermeria
– L’accesso all’infermeria negli orari di aperture viene regolato dai responsabili di settore.
– Salvo casi di manifesta urgenza, vi si accede normalmente durante gli intervalli.

Portineria e zona relax
– Gli allievi entrando o uscendo da scuola passano normalmente dai cancelli predisposti.
– La portineria e la zona relax non sono ambienti di dialogo o di soste prolungate, bibite e merendine vanno consumate nello spazio predisposto. E’ tassativamente vietato introdurre bibite, merendine, panini nelle aule scolastiche
– L’uso del telefono e’ consentito solo durante gli intervalli e sia limitato ai soli casi urgenti. Chi telefona non ha bisogno di compagni che l’assistano…

4. ORARI
– Ogni allievo procuri di trovarsi in Istituto per le ore 8.00 in modo da poter iniziare le attivita’  giornaliere regolarmente alle ore 8.10 con la preghiera comunitaria in Chiesa. Dalle ore 7.30 comunque il nostro Istituto e’ aperto agli alunni. Tutti gli allievi sono invitati a riunirsi per le 8.00 in Chiesa dove a turno i componenti della nostra comunita’  educativa (docenti compresi) guideranno la breve preghiera di inizio giornata. Alla fine della preghiera il docente della prima ora accompagnera’  in aula la propria classe.

5. INTERVALLO
Da quest’anno la scuola media, il Biennio e il Triennio faranno la ricreazione in orari diversi e in spazi diversi. Gli orari e gli spazi saranno comunicati all’inizio dell’anno scolastico nella riunione generale di inizio anno. Gli insegnanti dell’ora precedente accompagneranno gli allievi nei cortili accertandosi che la classe sia chiusa a chiave. L’insegnante dell’ora seguente accompagnera’  la classe dal cortile in aula.

6. ASSENZE RITARDI PERMESSI
– Il libretto personale e’ un documento ufficiale della scuola e va portato con se’ ogni giorno; va conservato con cura, evitando ogni cancellatura o manomissione. Il libretto deve essere costantemente controllato dai genitori. La mancanza del libretto puo’² comportare la non ammissione in aula.
– Il diario scolastico e’ uno strumento personale di lavoro, puo² essere utilizzato per comunicazioni informali; i “contenuti” siano conformi al Progetto Educativo della scuola; va mantenuto aggiornato e ordinato.
– Si tenga presente che ogni assenza, ritardo, uscita anticipata e’ causa di disagio e di ostacolo alla regolare attivita’  scolastica: deve essere quindi motivata da grave necessita’ . Essa va sempre chiaramente esplicitata (non basta il generico: “motivi di famiglia”).
– La giustificazione dell’assenza o il permesso di uscita anticipata richiesta dalla famiglia e “riconosciuta” dalla scuola, deve essere fatta firmare prima dell’inizio delle lezioni dal Preside o dal responsabile.
– Dopo assenze o ritardi ripetuti verra’  richiesto un colloquio con la famiglia in orario concordato. Piu’¹ precisamente l’allievo che arriva in ritardo sara’  ammesso in aula solo alla seconda ora. Dopo il terzo ritardo compiuto a breve distanza di tempo non sara’  ammesso a scuola e sara’  avvertita la famiglia.
– L’assenza per malattia di cinque giorni consecutivi, comprese le festivita’ , va giustificata anche con certificato medico.
– Chi arrivasse in ritardo per motivi ritenuti validi sara’  ammesso in aula solo col permesso firmato dal Preside o dal responsabile.
– E’ vivamente raccomandato, in caso di assenza del figlio/a dalla scuola, di telefonare preavvertendo la segreteria: E’ un accorgimento preventivo che aiuta gli allievi nella fedelta’  ai propri doveri.

7. AVVERTENZE
Non vanno lasciati incustoditi, in aula o altrove, oggetti personali di valore. La scuola declina ogni responsabilita’  per gli inconvenienti (perdite, furti, danneggiamenti, ecc.) che ne possono derivare.
Si segnalino tempestivamente in Segreteria i cambi di indirizzo o di telefono.

8. VOTO DI CONDOTTA
– 9 : Significa buona condotta, comportamento educato, rispettoso e collaborativo.
– 8 : E’ il voto che manifesta ripetute o gravi mancanze segnalate a casa. A fine anno richiede un colloquio chiarificatore con la direzione per il proseguimento.
– 7 : Denota, accanto alle gravi mancanze, nessuna buona volonta’  di migliorarsi e il rifiuto sistematico del Progetto Educativo. Tale voto puo’² essere accompagnato dall’invito, da parte della Direzione, a cambiare scuola.

9. CRITERI PER L’ACCETTAZIONE E LA DIMISSIONE DALL’ISTITUTO
– L’Istituto accetta gli studenti nella situazione personale e nel grado di maturazione in cui si trovano, ma chiede a ciascuno l’impegno personale nello studio e nella crescita, per un serio cammino di educazione.
– L’iscrizione e’ annuale. La sua conferma o meno, nelle classi disponibili per l’anno scolastico successivo, dipende esclusivamente dalla Direzione. La scadenza abituale del rinnovo e’ la fine di giugno. Dopo tale data, la Direzione si riserva il diritto di accettare le domande in lista di attesa al posto di chi non rinnova l’iscrizione nel tempo stabilito.
– Motivo di non riaccettazione puo’² essere il rifiuto sistematico di formazione secondo il Progetto Educativo e l’opposizione ai principi su cui esso si fonda, manifestata in mancanze particolarmente gravi (sono considerate tali il furto, i danneggiamenti volontari, l’immoralita’ , la bestemmia, la violenza, l’uso e la diffusione di sostanze stupefacenti; e anche gravi mancanze di rispetto nei confronti del personale docente e non docente della scuola).

Siracusa, Giugno 2015