Riforma della Scuola

All’Istituto Sacro Cuore di Siracusa un dibattito docenti-discenti


Il decreto Gelmini e’ stato definitivamente approvato in Senato il 29 ottobre scorso. Un decreto che mira, secondo l’obiettivo del ministro all’Istruzione, a riformare la scuola e l’universita’  mettendo mani alle Ssis (cioe’ le scuole di specializzazione dei docenti), alla didattica (introduzione del maestro unico), passando attraverso libri di testo, la sicurezza nelle scuole e la condotta.

All’indomani dell’approvazione, giorno 30 ottobre, le piazze sono gremite di studenti e professori intenti a protestare. Se ne parla moltissimo, E’ l’argomento del giorno. Accanto a queste forme di protesta, legittime e fortunatamente non violente, c’e’ stata, nella stessa giornata, una manifestazione di approfondimento che ha visto protagonisti, in un’atmosfera molto serena e accogliente, gli alunni e i docenti dell’Istituto Sacro Cuore di Siracusa i quali si sono confrontati per oltre due ore sul summenzionato decreto appena approvato.

Il decreto Gelimini non e’ tutto negativo, ma una riforma di settore, qual e’ la scuola e l’istruzione in generale, non si fa senza un dibattito e un coinvolgimento con le parti interessate». Sono state queste le prime parole del prof. Salvatore Santuccio, docente di Storia e Filosofia presso l’Istituto Sacro Cuore e promotore del dibattito che ha visto intervenire, nell’affollatissima aula conferenze della scuola, gli studenti e i professori presenti. «E’ sbagliato fare una legge con questo meccanismo in quanto un decreto legge si fa in condizioni di estrema urgenza, ad esempio una calamita’, Le riforme si dibattono in Parlamento, argomenta il docente – perche’ cosi’ si rischia di ottenere un effetto parziale che in futuro dovra’  comunque essere rivisto. Un po’ come cambiare i copertoni ad una macchina che in realta’  deve essere sostituita con un’altra nuova». Il professore entra poi nel merito della riforma facendo notare come puo’² andar bene l’attenzione alla condotta, ma non l’introduzione del maestro unico “novita’ “, quest’ultima, che toglie agli alunni la possibilita’  di apprendere da insegnanti esperti in materia, alcune discipline scolastiche ormai consolidate nella didattica.

«La protesta legittima delle piazze deve dare anche un segnale significativo “continua Santuccio che entra nel vivo della finalita’  della protesta studentesca-. Ho sentito dire che i nostri studenti fermeranno la protesta a Fonte Aretusa, quando invece sarebbe piu¹ logico arrivare in Prefettura in quanto sede di lavoro del Prefetto, massima figura di rappresentanza dello Stato nel nostro territorio».

Meriti e metodi di una protesta, quella contro la riforma Gelmini, dibattuti alla presenza della preside Sr. Ester Mazzara, la quale ha sottolineato la valenza educativa dell’assemblea. «Il dibattito di oggi E’ stato condotto con grande senso civico da tutti “ha detto la dirigente scolastica- ed ha dato dimostrazione che si puo’² discutere in maniera seria e costruttiva di una protesta anche nelle aule e non per forza in mezzo alla strada, dove a volte si rischia di far perdere il valore delle finalita’  per cui si decide di partecipare alle manifestazioni».

La professoressa Giuseppina Rotondo ha messo in luce la problematica legata agli insegnanti di sostegno, gia’  fortemente penalizzata quest’anno da tagli non indifferenti. Non e’ mancata la voce degli studenti. «Le proteste si fanno essendo informati del perche’. Se chiediamo a molti nostri amici di altre scuole il perche’ sono scesi in piazza “ha detto Robert Mirea studente al V anno presso il Liceo Linguistico dell’Istituto Sacro Cuore di Siracusa- non sanno risponderci. Noi oggi invece stiamo dando un senso a questa forma di protesta acquisendo delle informazioni in piu’¹». Costruttivo, a chiusura dell’incontro, anche l’intervento di MarioZammarano, studente al Liceo Classico dell’Istituto Sacro Cuore, il quale ha messo in luce il carattere obsoleto di alcune leggi di settore vigenti da oltre 70 anni.

Antonio Gallitto

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